Amministrazione pubblica (Governance)

Dottorato di ricerca e tasse universitarie

Come si sa il dottorato viene conferito, dopo la conclusione della laurea magistrale, su domanda, e dopo aver sostenuto e superato un esame molto selettivo, scritto e orale. Di durata di norma triennale serve a premiare gli studenti più meritevoli, e volenterosi, consentendo loro di perfezionare il proprio percorso di laurea con una attività di ricerca accademica.

Per legge il 50% dei dottorati viene remunerato, l’altro 50% no.

Quindi la meta dei dottorandi deve sostenere di propria tasca tutte le spese necessarie, alle quali vanno ad aggiungersi anche le tasse universitarie.

Pur se è vero che i dottorandi hanno uno specifico percorso di studio, e quindi lezioni e seminari da seguire e personale docente in parte a loro dedicato, è altrettanto vero che il percorso di ricerca viene effettuato all’interno dell’Università, sotto il coordinamento del docente di riferimento, per il quale il dottorando stesso costituisce una risorsa “lavorativa” preziosissima per condurre a conclusione le ricerche oggetto del dottorato stesso.

Riteniamo pertanto che, per promuovere adeguatamente le nostre giovani eccellenze non dovremmo chieder loro di sostenere le tasse universitarie, tanto più a coloro che non hanno alcun tipo di remunerazione.

Quando fosse consentito dalla legislazione vigente un ateneo che sposasse questa causa, accollandosi tali costi, potrebbe rendere più attrattiva la propria proposta accademica rispetto ad altre Università.

Se invece ciò dovesse essere regolamentato esclusivamente da azioni legislative si propone che il Parlamento si faccia carico di questo problema.

Sarebbe, quale che sia la soluzione, un messaggio positivo per i nostri giovani: creargli attorno il clima più adatto perché possano tirare fuori il meglio da se stessi e progettarsi un futuro realmente migliore.

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Idea No. 18